2020: come troveremo lavoro?

2020: come troveremo lavoro?

Dove sta andando il lavoro? Il suo profondo cambiamento è sotto gli occhi di tutti. Molto spesso la responsabilità unica viene data alla tecnologia. Sono in pochi però a chiedersi la natura del lavoro, o del denaro, al mondo d’oggi. Una delle persone che l’ha fatto è lo statunitense David Greaber, accademico di antropologia autodefinitosi anarco-socialista, in alcuni libri come “Debt: the first five thousand years” o “Bullshit Jobs”.

Il 40% dei lavori è inutile?

Nel secondo, in particolare, Graeber sottolinea come una rilevante percentuale delle persone, intorno al 40% mondiale, sente di fare un lavoro inutile. Graeber afferma che non è un fatto casuale: circa un secolo fa, a causa della Grande Depressione, la forza lavoro si contrasse fortemente. I governi, dovendo agire in fretta, hanno fatto scelte non ponderate per avere assunzioni di massa, per lo più prive di senso, generando lavori inutili validando un processo di creazione di altri lavori inutili. Analoga situazione, per tutt’altri versi, si è verificata nel settore privato. Se il capitalismo aveva processi ottimizzati che richiedevano lavori reali (make/build/move/fix/maintain), la globalizzazione ha creato immense corporations che non producono ma cercano coinvolgimento nel processo politico di appropriazione, distribuzione ed allocazione di denaro e risorse. In buona sostanza, altri lavori inutili.

Sei “bullshit jobs”

Graeber fa una divertente classificazione delle principali categorie di bullshit jobs, indicandone cinque più uno. Eccoli:

  • flunkies,

  • goons,

  • duct tapers,

  • box tickers,

  • task masters,

  • amici immaginari.

Diamo maggiori informazioni sulle sei categorie. Se i flunkies sono amministratori feudali che creano subordinati non necessari, i box tickers dichiarano che qualcosa non è stato fatto. I goons sono persone che “si scusano perché il falegname non è venuto”, per lo più specialisti delle pubbliche relazioni, telemarketing, avvocati aziendali, guru del marketing e anche le forze armate nazionali. Gli applicatori di nastro adesivo riducono i divari funzionali tra i progetti teorici (specie software open source) e le implementazioni reali. I taskmaster generano superiori non necessari. La sesta categoria è quella degli amici immaginari: esperti di mindfulness, nell’affrontare la realtà e così via.


In cerca di guida

La situazione non è per nulla agevole. I lavori inutili, a mio avviso, rischiano di essere spazzati via dall’avvento del superiore livello di organizzazione che chiamiamo “software di intelligenza artificiale”. La velocità del cambiamento tecnologico, unita a questa riorganizzazione dei processi, mescola le carte in modo molto forte. Graeber sostiene il reddito di cittadinanza (Ubi, Universal Basic income) per separare il compenso dal lavoro, permettendo alle persone di scegliere un’attività che dia loro un vero scopo. Il timore è che in molti smetterebbero di lavorare, certo: ma saranno più o meno del 40% che dichiara di fare un lavoro inutile?

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