Futuro contro lavoro: il futuro si è avvicinato

Futuro contro lavoro: il futuro si è avvicinato

C’è stato un punto di frattura, per dirla in estrema sintesi. Uno stop.Una lunga pausa. Poi, un riavvio. I riavvii sono sempre traumatici.
Molte cose non saranno più le stesse. Erano comunque destinate a cambiare, ma con tempi più lunghi. Qualche differenza ci sarà, qualche cosa che sopravviveva solo per inerzia non si riavvierà. Alcune di queste hanno un effetto butterfly.
Il mondo va avanti.

Organizzazione a distanza

Lo stop/riavvio ha accelerato/deformato l’azione di forze già esistenti, l’effetto distanza e l’intelligenza organizzativa. Esempi attuali ne sono lo “smart working” (distanza) e la cosiddetta “intelligenza artificiale” (organizzazione). Poco tempo fa li chiamavamo “banda larga” e “2.0”, poi diventato “4.0”, peraltro saltando la versione 3.
Organizzazione e distanza sono due aspetti della vita continuamente riscritti dalla tecnologia e fanno da discrimine tra chi ha un presente (e forse un futuro) e chi non lo ha e vive di aderenze ed attriti con il mondo realmente produttivo. Una volta ci preoccupavamo del futuro, ma il tempo si è contratto e oggi dobbiamo preoccuparci del presente. La ridistribuzione del reddito come sussidio a chi non ha un presente non è ancora sufficientemente organizzata per poter reggere a lungo termine.

“Lavoro contro futuro” è un progetto pensato un paio d’anni fa per mettere a fuoco proprio (ri)organizzazione e (nuova misura della) distanza. L’effetto riorganizzativo imposto dagli usi prevalenti della cosiddetta intelligenza artificiale era già allora nella forma che vediamo oggi e che ancora deve dare i suoi maggiori effetti. Diciamo che l’AI è penetrata maggiormente, ma è ancora in una fase di effetto lineare.
La pandemia, invece, ha avuto un “effetto crunch” sul concetto di distanza, che vediamo sulle videocomunicazioni ma non nei processi. Per effetto crunch intendo ciò che accade quando per adattare un pezzo di ferro anziché limarlo con certosina pazienza lo tagliamo con cesoie o altri strumenti. Il risultato è forse della lunghezza desiderata, ma l’estremità è deformata e anche la densità della punta è variata per sempre. La deformazione è un effetto non lineare.

Lavoro contro presente

Questo libro, pronto subito prima della pandemia, è stato reso disponibile dall’editore agli inizi di giugno. Il tempo si è contratto, c’è stato un guizzo in avanti. Il futuro è diventato subito presente, ma il fulcro del nostro impegno è in quel “contro” messo nel titolo: siamo in lotta e dobbiamo lottare.
E’ corretto guardare la realtà con una preparazione moderna e con un approccio aperto, come spero di aver iniziato a fare in questo volume.

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