Il lavoro del futuro? E’ donna

Il lavoro del futuro? E’ donna

Il futuro del lavoro? È donna, dice chiaramente Agnieszka Walorska, founder di Creative Constructions Heroes, consulente tedesca all’avanguardia in user experience e innovazione digitale. Il suo è un monito molto importante: abbattiamo il gender gap anche nelle nuove tecnologie. Ma non a chiacchiere, bensì nel software per intelligenze artificiali e robotica. 

I valori di assistenza ed empatia sono essenziali per la corretta convivenza in un mondo fortemente automatizzato e sono le donne ad averli quasi in esclusiva.

Si tratta di un punto di estrema importanza nella determinazione del nuovo lavoro, al quale avevamo dedicato un altro post sulla bassa qualità di molti lavori odierni. La tecnologia ha liberato il mondo da un approccio basato sulla forza fisica e sta cercando di ricostruirlo su piattaforme di servizi. Certo i servizi restano in competizione all’interno delle piattaforme, le piattaforme competono all’interno degli ecosistemi che le ospitano e a loro volta gli ecosistemi belligerano. Ma c’è modo e modo di arrivare all’inevitabile competizione. Al momento, il maschio sembra meno portato a ridurre i conflitti di quanto una donna faccia in modo automatico. O, come piace dire al mondo della digital privacy, by design.

Il bias dato finora al software dai programmatori maschi è molto, molto dannoso. Se lo lasciamo così com’è, saremo punto e daccapo in pochi anni, quando neanche le intelligenze più o meno artificiali comprenderanno appieno le necessità di una società che superi lo strettamente umano, almeno com’è stato visto finora.

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